La scarcerazione di Totò Riina: per la Cassazione ha diritto ad una morte dignitosa

La scarcerazione di Totò Riina: per la Cassazione ha diritto ad una morte dignitosa

“Anche la belva ha diritto di morire in maniera dignitosa”. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, che per la prima volta accoglie la richiesta dei legali del boss di Cosa Nostra, Totò Riina. Le richieste della difesa erano: “Differimento della pena o, in subordine, detenzione domiciliare”.

Nella sentenza si legge che il boss ha 86 anni ed è affetto da molteplici patologie che interessano diversi organi,come reni e cuore pertanto un  uomo di forte spessore nella cosca mafiosa ad oggi non può essere più considerato pericoloso vista la precarietà delle sue condizioni di salute e del più generale stato di decadimento fisico dello stesso.

Per la prima volta la Suprema Corte apre al ricorso della difesa di Totò Riina, che da anni chiede il differimento della pena o i domiciliari per motivi di salute appena citati. Ma questo non ha fatto altro che scatenare una reazione forte da parte delle vittime di mafia.

I giudici gli hanno sempre negato questo diritto, così come per Bernardo Provenzano, in quanto i legali dell’uomo avevano chiesto i domiciliari per via delle sue precarie condizioni, ma è stato trattenuto in carcere fino alla morte al 41 bis.

Ora a quanto pare, la richiesta di Riina dovrà tornare in tribunale per rivedere la questione alla luce e fare un po’ di chiarezza di quanto sottolineato oggi dalla Corte di Cassazione.

“Anche un detenuto come Totò Riina ha diritto di morire dignitosamente”questo è quanto affermato da Peppino di Lello, ex magistrato del pool antimafia nonchè collega strettissimo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Dunque una eventuale scarcerazione di Riina avverrà solamente in cui si sia verificato che le sue condizioni di salute siano veramente irreversibili.

Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, si dice «basita» e annuncia proteste. Anche Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia ha dichiarato di essere sconvolta di quanto dichiarato quest’oggi. Non è possibile come un uomo che abbia commesso stragi su stragi, crimini di ogni genere possa essere scarcerato e farlo tornare a casa a “morire dignitosamente” visto e  considerato che le carceri di oggi sono abbastanza attrezzate.

Ora bisogna attendere l’esito dei giudici per un’eventuale scarcerazione del Boss di Cosa Nostra.

La scarcerazione di Totò Riina: per la Cassazione ha diritto ad una morte dignitosa ultima modifica: 2017-06-05T23:06:56+00:00 da Nadia Conace
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