Google Chatbot, il futuro dell’intelligenza artificiale

Google Chatbot, il futuro dell’intelligenza artificiale

Direttamente da Google arriva un’ulteriore conferma sulle straordinarie possibilità di un’intelligenza artificiale basata, al momento, sui chatbot più evoluti che siano mai stati concepiti nella storia della tecnologia. Entro il 2029, secondo Big G e Ray Kurzweil, futurologo, sarà possibile utilizzare il cosiddetto “linguaggio naturale”, privo di costruzioni sintattiche pre-programmate, per chattare liberamente con le AI text-based, esattamente come ora avviene con gli esseri umani, formando sostanzialmente uno scenario in grado di ricordare il film di fantascienza, ma non poi così remota, “Her”.

La rivelazione Google parte direttamente dall’evento Google I/O 2016, durante il quale è stata mostrata l’intelligente app Google Allo, un’evoluzione del passato e più limitato Google Now, sostanzialmente un’assistente virtuale e vocale alle necessità dell’utente. La naturale evoluzione del concetto di Allo, che si presenterà in accoppiata su Android con l’app per videochiamate Duo, risiederà proprio nel concetto di miglioramento del vocabolario, della sintassi e del contesto delle parole utilizzate dall’app, intrattenendo, come Google stessa le ha definite, “conversazioni interessanti” dal punto di vista testuale.

L’ascesa delle AI Google è prevista, come detto, entro il 2029, al fine di ottenere dei bot in grado di superare agevolmente il noto test di Turing, algoritmo in grado di stabilire se ciò che riteniamo una semplice strumentazione meccanica o “macchina” possa concepire un proprio e autonomo pensiero complesso. Nonostante l’ascesa dei virtual assistant, soprattutto a livello smartphone oppure di OS evoluti come Windows 10 (Siri, Cortana, lo stesso Google Now), il nuovo studio permetterebbe la creazione passo dopo passo di bot in grado di emulare alla perfezione il comportamento umano, in vista di un superamento delle attuali capacità cognitive umane.

Il sistema di apprendimento su cui si baserà l’AI è ovviamente il machine learning, in grado di mettere al centro dell’ecosistema cognitivo dell’intelligenza artificiale una serie di informazioni, testi articoli, audio e immagini con cui avviare un processo di feed per il quale il bot crescerà sempre più, apprendendo come formare connessioni e rendere sistematico tutto ciò che ha appreso: l’ascesa dei robot emotivi è quindi sempre più vicina, in attesa che si possano minimizzare i tempi necessari all’arrivo dei primi chatbot veramente evoluti.

Google Chatbot, il futuro dell’intelligenza artificiale ultima modifica: 2016-06-02T00:15:15+00:00 da Roberta Betti
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